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Dallo Spam in scatola all'e-mail indesiderata: la storia di un termine e la sua trasformazione nel mondo digitale

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Oggi, il termine spam è familiare a tutti gli utenti di Internet, che inevitabilmente si trovano a dover gestire numerosi messaggi indesiderati nella propria casella di posta elettronica; tuttavia, non tutti sanno che in passato 'spam' non era associato al mondo online né a particolari tipologie di messaggi.

Le origini

Spam è un acronimo derivante dai termini inglesi spiced e ham, originariamente riferito a un marchio di carne di maiale in scatola condita con spezie. Nel 1937, la società americana "Hormel Foods" lanciò questo prodotto sul mercato statunitense con scarso successo. L’allora proprietario decise allora di lanciare un’importante campagna pubblicitaria per promuovere il prodotto riuscendo ad ottenere un contratto con l’Esercito e la Marina degli Stati Uniti, rifornendo durante la Seconda Guerra Mondiale sia le truppe americane che quelle alleate.

Nel dopoguerra Spam, grazie alla sua facile reperibilità, divenne un alimento base per la popolazione inglese.

La sua ampissima diffusione, associata alla scarsa qualità, lo rese da subito sinonimo di cibo spazzatura, collegando il termine a qualcosa di fastidioso ma ahimè inevitabile.

Il famigerato sketch dello spam e la sua influenza sul linguaggio

Dicembre 1970 : la BBC trasmette il 25° episodio di "Monthy Python's Flying Circus", uno sketch comico esilarante ambientato in un ristorante con un menù a base di spam, la carne in scatola tanto discussa. La cameriera, con tono roboante e ossessivo, declama le sue lodi, mentre tutto intorno un coro di vichinghi grida in maniera ossessiva la parola spam, sovrastando ogni altra conversazione infastidendo gli altri ospiti del ristorante.

Da quel momento in poi il termine comincia ad essere associato al concetto di informazione indesiderata, molesta e assillante.

Si tratta di un esempio emblematico di come la cultura popolare possa influenzare il linguaggio e la sua evoluzione. Un semplice sketch comico ha trasformato una parola banale in un termine con una connotazione negativa ben precisa, usata quotidianamente da milioni di persone in tutto il mondo.

Lo sketch dello spam non è solo un momento di comicità, ma un invito a riflettere sul potere del linguaggio e sul suo ruolo nella nostra società. È inoltre un'occasione per interrogarci sul modo in cui consumiamo informazioni e sul valore della comunicazione autentica e significativa.

40 anni di posta indesiderata

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Il primo messaggio spazzatura nasce per errore nel 1978, quando una delle più rilevanti aziende informatiche dell’epoca, la DEc Digital Equipment Corporation, decide di annunciare ai suoi utenti il lancio di nuovi computer in grado di supportare la rete di comunicazione militare statunitense conosciuta come Arpanet, un embrione del nostro internet attuale per intenderci.

Il programma di posta elettronica esistente all’epoca però aveva una mailing list limitata a 320 invii contemporaneamente e molti dei messaggi finirono inevitabilmente nel campo CC (copia conoscenza) e addirittura nel corpo della mail, creando confusione e disappunto nei destinatari che si videro recapitare una mail che non aveva senso e che riportava in coda il solo annuncio del nuovo computer.

La consacrazione definitiva del termine spam come lo intendiamo oggi avvenne nel 1993, quando George Dephew, amministratore delegato dell’azienda Usenet, elaborò un programma che anche qui, per errore, inviò innumerevoli messaggi identici agli utenti presenti all’interno di una rete di server interconnessi (newsgroup).

Solo un anno dopo la coppia di avvovcati americani Canter & Siegel inviarono un messaggio pubblicitario non sollecitato a più di 6.000 newsgroup di Usenet. Il messagio promuoveva i loro sevizi di immigrazione, in particolare un programma di lotteria per incere la green card ar americana.

La natura dubbia e alquanto discutibile dei loro servizi li identifica, al di là di ogni ragionevole dubbio, come i principali creatori di mass mailing

Come combattere gli spam: accortezze e metodologie

Nella costante battaglia contro lo spam, esistono diverse strategie e metodologie che gli utenti possono adottare per proteggere le proprie caselle di posta elettronica. Uno dei metodi più efficaci è l'utilizzo di filtri antispam, che possono essere implementati attraverso software o servizi online. Questi filtri analizzano i messaggi in arrivo e bloccano automaticamente quelli identificati come spam.

In aggiunta ai filtri antispam, è consigliabile utilizzare le black list e le white list per gestire i mittenti autorizzati e non autorizzati; configurando la propria casella di posta elettronica in modo da accettare solo messaggi da mittenti fidati, è possibile ridurre significativamente l'incidenza dello spam.

Le impostazioni di sicurezza avanzate offerte da molti client di posta elettronica consentono di filtrare i messaggi in base a criteri specifici, come la presenza di allegati sospetti o link dannosi. Queste impostazioni possono essere personalizzate per adattarsi alle esigenze individuali e offrire una protezione aggiuntiva contro le minacce online.

Un altro importante passo nella lotta allo spam è l'educazione degli utenti; . insegnare loro a riconoscere e evitare lo spam può contribuire a ridurre l'impatto negativo dei messaggi indesiderati.

I test CAPTCHA possono essere utilizzati per distinguere gli utenti umani dalle macchine (bot automatici) fornendo una protezione aggiuntiva contro lo spam generato automaticamente.

La segnalazione dello spam alle autorità competenti è un altro modo per contribuire a combattere questo fenomeno. Segnalare i messaggi indesiderati ai provider di posta elettronica può aiutare a migliorare i filtri antispam e proteggere gli utenti da futuri attacchi.

Infine, è importante mantenere sempre aggiornati il software e gli strumenti antispam per garantire una protezione ottimale contro le nuove minacce e vulnerabilità. Utilizzando indirizzi e-mail temporanei per iscrizioni online, è possibile proteggere il proprio indirizzo principale dalla ricezione di messaggi indesiderati.