La Calamita Cosmica di Gino De Dominicis
A Foligno, presso il CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea, situato all’interno dell’ex Chiesa della S.S. Trinità in Annunziata, è custodita in maniera permanente, l’opera dal titolo Calamita Cosmica, la più misteriosa e affascinante dell’artista anconetano Gino De Domicis; il nome evoca la forza invisibile che unisce l'uomo all'universo e alle sue origini.
L'opera e i suoi segreti
La Calamita Cosmica di Gino De Dominicis è un’opera davvero enigmatica dalla quale è difficile non lasciarsi intrigare e sorprendere; l’aura che l’avvolge pervade anche tutta la struttura che la ospita, rendendo la visita assolutamente immersiva e affascinante.
L'opera raffigura uno scheletro umano gigantesco lungo ben 24 metri caratterizzato da un naso appuntito che ricorda il becco di un uccello, la cui mano destra sostiene un'asta dorata che punta al cielo.
La scultura è realizzata in polistirolo espanso ad alta densità rivestito con colle siliconiche che gli conferiscono un aspetto estremamente liscio e lucido. Al suo interno, delle strutture di supporto in ferro, sostengono le varie sezioni.
La realizzazione della Calamita Cosmica da parte di Gino De Dominicis fu avvolta in un’aura di assoluto mistero e segretezza, in piena coerenza con il carattere enigmatico dell’artista stesso. Creata nel 1988, fu esposta a sorpresa nel 1990, in occasione di una mostra al Magasin di Grenoble.
Il becco al posto del naso
Il dettaglio poco trascurabile e incredibilmente significativo di tutta l‘opera è senz’altro il naso simile al becco di un uccello; questo particolare rompe le proporzioni anatomiche dello scheletro umano connotandolo di un’accezione simbolica rivolta ai miti delle origini dell’universo.
Le antiche rappresentazioni ultraterrene dell’uomo-uccello si ritrovano in numerose culture e tradizioni antiche, spesso associate a simboli legati alla spiritualità, alla trasformazione e al collegamento tra cielo e terra, che ricorrono in tutto il significato dell’opera.
Queste stesse rappresentazioni, dalla mitologia egizia a quella greca, fino alle tradizioni sciamaniche e mesoamericane, simboleggiano la trascendenza, il legame tra umano e divino e la libertà spirituale.
Gino De Dominicis riprende questo archetipo nella Calamita Cosmica, dove il becco sullo scheletro umano richiama il viaggio metafisico e l’aspirazione a rompere i confini tra materia e infinito, alla ricerca di un contatto primordiale.
L'asta dorata
L’asta dorata è l’elemento che lega, cattura e collega l’essere umano al cielo. L’oro spezza il bianco dello scheletro e diventa l’eccezione dell’opera che de Dominicis avrebbe voluto realizzare tutta in oro zecchino.
L'asta è la calamita che attrae vicendevolmente l'uomo e il cosmo, un punto di connessione tra la dimensione terrena e ultrarrena.
La sua colorazione dorata evoca il sacro e il trascendente, richiamando a sé il valore spirituale e immortale dell'oro nelle tradizioni simboliche.
Dove si trova
L'ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, situata nel cuore di Foligno, ospita in maniera permanente l'opera di Gino De Dominicis e costituisce un importante polo museale di arte contemporanea, il CIAC.
La Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno, progettata dall’architetto Carlo Murena, allievo del Vanvitelli, nel XVIII secolo, è rimasta incompiuta a causa di problemi finanziari. La sua facciata testimonia questa incompiutezza, mentre l’interno ha subito numerosi utilizzi nel tempo, tra cui sede militare e magazzino. Dopo anni di degrado, è stata ristrutturata dalla Regione Umbria e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, diventando oggi uno spazio espositivo.

