Britte Marie è stata qui di Fredrik Backman
“Britt-Marie è stata qui" racconta la storia di una fuga, di un paese immaginario e di un campo di calcio. È il racconto di una trasformazione personale e sociale all'interno di una comunità strampalata.
Ho acquistato questo libro senza conoscere l’autore, cosa che faccio spesso fidandomi del mio istinto; non nascondo che in questo caso anche la copertina ha fatto la sua parte.
La protagonista è di spalle, su un prato, un topo la osserva in bilico su un pallone da calcio, e alla sua sinistra c’è la sua borsa da cui fuoriescono degli attrezzi per le pulizie di casa.
La curiosità mi ha spinta a tal punto che in soli due giorni avevo divorato quel romanzo, e oggi, a distanza di cinque anni, mi ricordo di questa storia come se l’avessi letta ieri.
La protagonista
Britte-marie lascia la sua casa, le sue abitudini e soprattutto suo marito, per uscirea da una situazione che la opprime; è impaurita ma ha il coraggio di provare a cambiare le cose.
Lo fa perché ha bisogno di una via di fuga, perché deve superare la paura di essere giudicata, perché è insicura, perché è sola.
In cerca di un lavoro e per rendersi indipendente finisce a fare la custode di un centro ricreativo prossimo alla chiusura, in un piccolo paese che è solo un paese lungo una strada.
Borg è un luogo dimenticato da Dio e dalla società che però, nel suo essere così avulso dal resto del mondo, riuscirà a farla sentire importante e utile per sè stessa e per gli altri.
Il senso delle cose
Per la protagonista, ossessionata dalla pulizia, lo sporco è quello che non riesce a togliere dai vetri e che le impedisce di guardare fuori.
Il bicarbonato salverà il mondo e anche lei dal sentirsi sempre e comunque fuori luogo.
Una strana parabola che l'autore descrive attraverso il ripetersi di azioni compulsive che fanno di Britte-Marie una donna da salvare.
Quando decide di lasciarsi alle spalle le scelte sbagliate cercando di concentrarsi sui momenti di felicità, allora Britte capisce qaunto siano importanti la passione, le emozioni e il senso di libertà
La sua forza è tutta nello sperimentare che quello che le riesce meglio fare in un posto lontano dal cuore e dalla città; a Borg c'è tutto ma manca tutto, sono rimasti un campo da calcio e una pizzeria; lì troverà una piccola realtà pronta ad accoglierla e potrà finalmente sentirsi a casa.
Il campo da calcio
È qui che Britte-marie scopre cosa significhi stare insieme alla gente, condivider le proprie storie, correre in sopccorso dei più deboli, sperimentare cose che fino aieri sembravano impossibiili per lei.
Si un campo da calcio ma non voglio raccontarvi di più.
A 63 anni è difficile reinventarsi, soprattutto per una come lei che non crede nelle proprie capacità, che non si conosce fino in fondo e che ha sempre pensato di non meritare nulla di diverso da quello che ha sempre avuto.
Quando viveva con suo marito, i suoi sogni, anche quelli, erano di serie B, ma ora su quel campo di calcio Britte-Marie è libera di sognare più alto e di gridare goal come mai avrebbe immaginato.
Un microcosmo che vibra
Nonostante il disordine, la sporcizia e le problematiche sociali, a Borg c'è spazio per l'amore e per le amicizie; ci sono brandelli di esseri umani col cuore grande e avanzi di dolore da raccogliere.
L'autore descrive quel concentrato di unamità fuori dal comune in maniera surreale com'è surreale tutta l'atmosfera che c'è intorno e nella quale la protagonista si trova ad affrontare la sua nuova vita, dove c'è ancora spazio per ricominciare e tempo per elaborare il passato e guardare avanti.
Ci sono nuovi amici e legami che resteranno sempre vivi, ci sono il passato e il presente e c'è un futuro ancora incerto.
Britte-Marie è stata qui racconta la storia di una donna che scegli di essere altro anche solo per rendersi conto di che poteva essere qualcos'altro.
E' una storia bellissima, ricca di emozioni che ci insegna avolerci più bene.

