Il canto delle balene: chiacchiere e passaparola
Le balene sono senza dubbio uno dei mammiferi marini più affascinanti del pianeta, riuscendo a conciliare la loro imponenza al complesso modo di comunicare.
Alcune specie come le megattere, ad esempio, emettono suoni complessi che possono variare tra 3 e i 40 minuti di lunghezza, dando vita a dei veri e propri canti in grado di propagarsi per chilometri e durare fino a dieci ore consecutive.
Ma perché cantano le balene?
Studiosi e ricercatori sostengono che il canto può avere diverse funzioni, tra cui quelle di attrarre il partner e interagire socialmente, ma uno studio condotto dall’Università del Queensland, in Australia, ha valutato anche la possibilità che le loro canzoni possano fungere da scambio culturale tra gruppi che abitano anche a grande distanza tra di loro.
Altri studi recenti, inoltre, hanno individuato una possibile somiglianza tra il linguaggio delle balene e quello degli esseri umani, offrendoci un ulteriore motivo di curiosità nei loro confronti e una ragione in più per ascoltare e comprendere il loro canto.
Il canto delle megattere: quattro chiacchiere in alto mare
Tra il 2009 e il 2015, un gruppo di ricercatori australiani ha studiato e monitorato il canto delle megattere nei mari compresi tra l'Australia Orientale e la Nuova Caledonia, giungendo alla conclusione che le megattere, non si limitano ad emettere suoni, ma sono in grado di apprendere nuove melodie ascoltando il canto di altri simili.
Secondo questo studio, si tratta di un vero e proprio scambio culturale tra le parti, che avviene grazie all'incontro e alla condivisione di zone comuni, come le rotte migratorie o le zone di approvvigionamento del cibo.
Qui i diversi gruppi di cetacei si incontrano, socializzano, e ascoltando i canti dei loro vicini, li adattano ai propri, li arricchiscono di altri suoni, esportando nuove melodie nei rispettivi territori, anno dopo anno.
È divertente immaginarle scambiarsi hit musicali mentre fanno quattro chiacchiere tra le onde!
I maschi delle megattere, gli unici ad emettere suoni simili al canto, trasmettono i loro canti modificandoli ed evolvendoli nel tempo, componendo melodie strutturate in frasi e temi.
Questa sorta di passaparola dimostra un'elevata e complessa capacità di apprendimento che rende le balene, uniche e superiori a qualsiasi altra specie non umana, così come descritto nell'articolo pubblicato su Nature.
Un linguaggio fatto di suoni e movimenti
Le megattere, oltre al canto sono famose per le loro acrobazie.
Questi maestosi cetacei, infatti, si esibiscono spesso in salti fuori dall’acqua, piroette e colpi di pinna chiamati rispettivamente breaching, lobtailing e flipperslapping.
I loro balzi possono raggiungere altezze sorprendenti e servono a diversi scopi, come la comunicazione, la rimozione di parassiti o, forse, semplicemente esprimono un loro modo di giocare.
Il battito delle pinne pettorali e della coda sono invece utilizzati per generare suoni e favorire quindi la comunicazione, oltre a stordire le prede e renderne la cattura più agevole.
Similitudini con il linguaggio umano
Una ricerca recentissima dell'Università Ebraica di Gerusalemme ha studiato e scoperto sorprendenti analogie tra il canto delle balene e il linguaggio umano.
Entrambe le forme di comunicazione presentano strutture ricorrenti e schemi ripetuti, caratteristiche che potrebbero favorirne l’apprendimento e la trasmissione culturale nel tempo. I ricercatori hanno analizzato le registrazioni dei canti di questi cetacei utilizzando un metodo ispirato ai processi con cui i bambini riconoscono le parole nel parlato, offrendo nuove prospettive sulla complessità della comunicazione animale.
Si tratta di un modello di comunicazione finora osservato solo negli esseri umani e mai in altre specie animali, che rende le megattere un caso unico, ancora da approfondire ed esplorare.
La storia di Twain: un primo dialogo
La storia di Twain richiama i tentativi di comunicazione con gli extraterrestri, poiché entrambi implicano il tentativo di decifrare un linguaggio sconosciuto e stabilire un contatto con un'intelligenza diversa dalla nostra. Così come gli scienziati inviano segnali nello spazio sperando in una risposta, i ricercatori hanno usato suoni per interagire con Twain, ottenendo un raro scambio che, nella sua essenza, è stato un semplice e sorprendente “ciao” tra due diverse specie terrestri.
Twain è una megattera femmina identificata per la prima volta nel 1987 nelle acque delle Hawaii e regolarmente avvistata nel sud-est dell'Alaska. A differenza dei maschi, le megattere femmine non emettono veri e propri canti strutturati, ma possono produrre vocalizzazioni per comunicare con i loro simili.
Twain è diventata celebre per essere stata protagonista di un raro evento di interazione acustica con ricercatori umani. Nel 2021, durante un esperimento, ha risposto a segnali sonori emessi dagli studiosi, avvicinandosi all'imbarcazione e partecipando a uno scambio di vocalizzazioni durato circa 20 minuti. Questo episodio rappresenta uno dei primi esempi documentati di comunicazione attiva tra esseri umani e una megattera, aprendo nuove prospettive sulla comprensione del linguaggio di questi straordinari cetacei.
Questo breve viaggio nell'affascinante mondo della comunicazione delle balene offre spunti davvero interessanti su quanto il linguaggio non sia appannaggio esclusivo dell'essere umano, ma possa manifestarsi in altrettante forme complesse, anche in altre specie.
Dalle melodie culturali delle megattere fino agli scambi sonori con gli esseri umani, ogni nuova scoperta ci avvicina a comprendere meglio questi straordinari giganti del mare.
Chissà quali altri segreti potranno rivelarci in futuro? Forse, un giorno, saremo in grado di decifrare il loro canto e instaurare un vero dialogo tra le nostre due specie.

